“L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Volker Turk chiede la sospensione immediata del rimpatrio forzato di tutti i rifugiati e richiedenti asilo afgani, in particolare quelli a rischio di persecuzione, detenzione arbitraria o tortura al momento del rimpatrio”. La richiesta arriva da Ginevra dopo che la Germania ha espulso venerdì scorso 81 afgani condannati per reati commessi sul suolo tedesco. Ma, avverte l’Onu, gli afgani non possono essere rimpatriati nel loro Paese perché c’è chi rischia la “persecuzione” o la “tortura”.
L’ennesima vicenda che ha al centro gli afgani sembra rientrare nell’ondata di rimpatri che ormai si sussegue da anni a cominciare dal Pakistan e, più recentemente, dall’Iran. Da diverse settimane infatti “l’Iran ha intensificato un processo avviato da mesi: dopo la guerra lampo con Israele, in qualche modo approfittando di una crisi che è economica oltre che politica e militare. L’Iran – scrive Giuliano Battiston su Lettera22 – ha accelerato le deportazioni dei migranti afgani, considerati una minaccia alla stabilità economica e alla sicurezza interna”.
Si tratta di almeno cinquecentomila persone rispedite a casa da inizio giugno, attraverso le province afgane di Herat e di Nimruz. Ma dall’inizio dell’anno, si tratta invece di un milione e trecentomila afgani espulsi senza complimenti e con accuse assurde come quella di essere “collusi col nemico sionista” o di fornire informazioni a Israele. Inoltre violerebbero le leggi sull’immigrazione, gravando sulle casse dello Stato e rendendosi anche responsabili di diversi reati.
“L’Iran – ricorda Battiston – è, insieme al Pakistan, il Paese che negli ultimi quattro decenni più ha accolto la diaspora afgana, diventando una destinazione prioritaria soprattutto per quegli afgani che cercavano e cercano maggiore sicurezza economica e, dopo il ritorno al potere dei Talebani in Afghanistan nell’agosto 2021, in alcuni casi anche sicurezza fisica, incolumità personale”. Ma ora sia il Pakistan (ormai da anni) sia l’Iran – e ora la Germania dove risiedono moltissimi afgani – hanno cambiato politica: dall’accoglienza all’espulsione senza andar troppo per il sottile.
La foto di copertina è di Giuliano Battiston






