Matthew e i rifugiati non riconosciuti

 

Ad Haiti oltre un milione e 400mila persone hanno bisogno di urgente assistenza sanitaria. Ancora un disastro sull’isola caraibica martoriata dalle catastrofi ambientali, ultima delle quali l’uragano Matthew. La situazione è critica e il rischio di un’epidemia di colera lampante.

Pochi giorni fa alcuni convogli umanitari sono stati saccheggiati durante la visita del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon che ha promesso aiuti e lanciato un appello alla solidarietà. E nella massiccia deforestazione subita dall’isola si può riscontrare secondo alcuni una delle cause principali della catastrofe.

La quantità di sfollati ambientali che l’isola si troverà ancora una volta a produrre si inserisce nel quadro del mancato riconoscimento internazionale dello status di rifugiato ambientale.

Nemmeno la Convenzione di Ginevra e il Protocollo aggiuntivo del 1967 riconoscono infatti lo status giuridico di chi fugge da catastrofi ambientali, soprattutto se provocati dalla mano dell’uomo.

Sono in molti a ritenere che l’aumento aumento di sfollati sia dovuto a conflitti provocati da politiche di appropriazione di risorse.

Secondo un rapporto dell’Internal Displacement Monitoring Centre, nel 2015 gli sfollati interni sono stati 27,8 milioni, si tratta di 66mila persone al giorno.

Per rifugiati ambientali si intendono quelli che scappano da conflitti per l’accaparramento delle risorse idriche o energetiche, ma anche chi fugge dalla desertificazione e dal collasso delle economie di sussistenza in seguito a crisi dell’ecosistema.

Secondo un dossier pubblicato da Legambiente il numero dei profughi ambientali nel 2015 ha superato quello dei profughi di guerra. Per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni entro il 2050 arriveremo a 200-250 milioni di rifugiati ambientali.

Prossimo importante appuntamento per discutere del tema sarà a Marrakech dal 7 al 18 novembre, dove si terrà il summit globale sul cambiamento climatico.

Fonti:

http://www.meteoweb.eu/2016/10/haiti-devastata-dalluragano-matthew-lallarme-era-gia-stato-lanciato-nel-2012/762814/

http://barbara-spinelli.it/2016/09/02/convegno-internazionale-il-secolo-dei-rifugiati-ambientali/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/25/rifugiati-ambientali-in-28-milioni-in-fuga-da-cambiamenti-climatici-violenze-e-inquinamento-ma-senza-alcun-diritto/3054972/

http://www.internazionale.it/notizie/2016/10/17/haiti-chiede-aiuto

 

 

 

Tags:

Ads

You May Also Like

L’impopolarità del patriottismo americano

Svaniscono i valori che accomunavano i cittadini a stelle e strisce, si amplia il gap generazionale, crolla il mito della “tolleranza”, emerge il pessimismo: un sondaggio del Wall Street Journal

di Gianna Pontecorboli New York – Un’immagine impietosa e per molti versi preoccupante dell’America ...

Lo scenario dopo il fallito mini-golpe

In Venezuela il pronunciamento di un gruppo di militari ribelli - subito arrestati -  potrebbe essere il segnale di una svolta. E forse cambiare gli equilibri nello scontro istituzionale fra Maduro e il Parlamento controllato dall’opposizione

Ieri mattina Caracas si è svegliata di soprassalto. Alle prime luci dell’alba di lunedì, ...

Il livello del mare

Secondo il team scientifico di Climate Central, nel 2050 molte città, soprattutto asiatiche, saranno sommerse dall'innalzamento degli oceani

di Emanuele Giordana da Bangkok Secondo uno studio recente sull’innalzamento dei mari, tra 25 ...