La recente decisione degli Stati Uniti di uscire dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha suscitato condanna e profonda preoccupazione a livello globale. Non solo segna una battuta d’arresto diplomatica, ma anche un tradimento dei valori che l’UNESCO rappresenta: istruzione, conservazione della cultura, cooperazione scientifica e costruzione della pace. In un’epoca in cui il mondo ha disperatamente bisogno di ponti, non di muri, l’America, la più grande potenza economica e militare del mondo, ha scelto di abbandonare una delle piattaforme più cruciali per la cooperazione globale e il progresso umano.
Comprendere l’UNESCO: il suo mandato e il suo ruolo globale
Fondata nel 1945, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, l’UNESCO è stata creata con l’obiettivo di costruire la pace nelle menti di uomini e donne attraverso l’istruzione, la scienza, la cultura e la comunicazione. L’idea era semplice ma profonda: poiché le guerre nascono nelle menti degli esseri umani, è nelle menti degli esseri umani che devono essere costruite le difese della pace.
La missione principale dell’UNESCO ruota attorno a:
- Promuovere un’istruzione di qualità per tutti per costruire società della conoscenza inclusive.
- Preservare il patrimonio culturale, comprese le tradizioni materiali e immateriali in tutto il mondo.
- Promuovere la collaborazione scientifica per affrontare urgenti sfide globali come il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua e la perdita di biodiversità.
- Proteggere la libertà di espressione e promuovere lo sviluppo dei media come pilastri della democrazia e dei diritti umani.
- Promuovere il dialogo interculturale e la comprensione reciproca per ridurre le tensioni e prevenire i conflitti.
I risultati dell’UNESCO: costruire pace, conoscenza e cultura
Nonostante le risorse limitate, l’UNESCO ha apportato contributi significativi all’umanità. Tra i suoi successi più riconosciuti figurano:
- Siti Patrimonio dell’Umanità: l’UNESCO ha designato oltre 1.100 siti Patrimonio dell’Umanità in tutto il mondo, contribuendo a proteggere monumenti storici, città antiche e meraviglie naturali.
- Istruzione per tutti: attraverso il “Global Education Monitoring Report”, l’UNESCO svolge un ruolo fondamentale nel monitorare i progressi verso l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 (istruzione di qualità).
- Promozione dell’alfabetizzazione e dell’istruzione delle ragazze: dall’Africa rurale alle zone di conflitto in Medio Oriente, l’UNESCO ha avviato programmi per promuovere l’alfabetizzazione e l’emancipazione delle donne e delle ragazze attraverso l’istruzione.
- Programma Man and the Biosphere (MAB): questa iniziativa ha creato una rete globale di riserve della biosfera che promuovono lo sviluppo sostenibile e la conservazione.
- Rapporto globale sul futuro dell’istruzione: l’UNESCO prevede strategie educative a lungo termine basate sull’equità, l’inclusione digitale e l’apprendimento permanente.
Questi risultati hanno avuto un impatto diretto e indiretto su milioni di vite. L’UNESCO non è solo un organismo burocratico delle Nazioni Unite; è una coscienza globale che lavora per la conservazione della cultura, l’equità della conoscenza e la pace.
Finanziamento e struttura finanziaria
L’UNESCO è finanziato attraverso un mix di contributi predeterminati degli Stati membri e contributi volontari di governi, ONG ed enti privati. I contributi predeterminati sono calcolati in base alle dimensioni economiche e alla capacità contributiva di un Paese. In quanto maggiore economia mondiale, gli Stati Uniti sono tradizionalmente tenuti a contribuire con la quota maggiore, pari a circa il 22% del bilancio predeterminato dell’UNESCO.
Tuttavia, anche prima dell’uscita ufficiale, gli Stati Uniti avevano trattenuto le loro quote dal 2011, in seguito all’ammissione della Palestina come membro a pieno titolo dell’UNESCO, una decisione a cui gli Stati Uniti si opponevano politicamente. Questa trattenuta ha messo a dura prova le finanze dell’UNESCO, costringendo a tagli del personale, ritardi nei progetti e riduzione della programmazione…
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*Zamir Ahmed Awan, presidente fondatore del GSRRA, sinologo, diplomatico, redattore, analista, consulente, consulente del Global South Economic and Trade Cooperation Research Center e membro non residente del CCG.






