di Maurizio Sacchi
Friedrich Merz,69 anni, è il decimo Cancelliere tedesco. Solo nel pomeriggio di martedì 6 maggio, al secondo turno, Merz è però riuscito a ottenere la fiducia,con l’ appoggio decisivo dei socialdemocratici dell’Spd. La maggioranza che ha portato all’elezione di Merz rende dunque evidente quanto la sua posizione sia dipendente dal Partito socialdemocratico. E il prezzo di questo sostegno sembra essere stato molto alto: secondo indiscrezioni, l’accordo avrebbe incluso la rinuncia a una stretta migratoria promessa in campagna elettorale e l’impegno per una presa di distanza netta dall’AfD.
E questo non era mai successo in Germania prima d’ora. Poiché Unione ed Spd hanno insieme 328 seggi, si è subito aperto il giallo dei 18 franchi tiratori: enigma che probabilmente non troverà mai soluzione. Ma evidentemente, nell’ora che ha separato le due tornate elettorali, questi due punti, migranti e rapporti con l’estrema destra, hanno giocato un ruolo fondamentale. Per quanto riguarda l’Allianz fur Deutschland, evidentemente l’appello per nuove elezioni che essa ha fatto al primo fallito tentativo ha dato una scossa. Specialmente dopo il rapporto dei Servizi di sicurezza che li ha classificati come un pericolo per la democrazia.
“Abuso del potere statale per combattere ed escludere l’opposizione”: è l’accusa rivolta ai servizi segreti interni tedeschi da Alice Weidel e Tino Chrupalla, co-presidenti di Alternative für Deutschland (Afd), che hanno annunciato ricorso contro la decisione dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV) che ha classificato il loro partito di “estrema destra”. Una decisione con forti riflessi anche internazionali. L’ultradestra tedesca ha ottenuto di nuovo la solidarietà dell’Amministrazione Trump. Il Vicepresidente statunitense, J.D. Vance, ha parlato di un “nuovo muro”, mentre il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha scritto su X: “Questa non è democrazia: è tirannia mascherata”.
Immediata la reazione del ministero degli Esteri tedesco: “La nostra Storia ci ha insegnato che l’estremismo di destra deve essere fermato”. E occorre ricordare che comunque l’AfD ha raccolto solo il 20 percento alle politiche, e che ora qualunque alleanza con i cristiano-democratici è del tutto impossibile, anche grazie alle massicce manifestazioni antifasciste che sono seguite al voto del 25 febbraio. Ma anche la componente di destra fa sentire il suo peso. Il ministro di punta della Csu bavarese, Alexander Dobrindt, titolare degli Interni, ha già fatto la prima mossa, lasciando trapelare dalla Bild che il viaggio di un aereo carico di rifugiati atteso dal Sudan giovedì prossimo in Germania è stato disdetto: il neoministro vuole verificare i programmi di accoglienza e porvi subito un freno.
Nemmeno il tempo di insediarsi e Merz é subito volato a Parigi, dove il Presidente francese Macron parlando al fianco del neocancelliere tedesco ha detto che : “La Germania e la Francia intendono istituire un ‘consiglio di difesa e di sicurezza” comune”. Tutto ciò porta a pensare che il piano di riarmo europeo passerà, con i due principali partner dell’Unione allineati su questa linea.
Nell’immagine, Merz e Von der Leyen a un congresso dei Popolari europei

