Il lascito di Gorbaciov

Le scelte e le difficoltà del padre della Perestroika. Un ricordo

Mikhail Gorbaciov, il padre della perestroika è morto il 30 agosto. Unimondo ne ricorda il  ruolo politico con questa analisi pubblicata nel 2015

di Miriam Rossi

“Perestrojka” e “glasnost”, ristrutturazione e trasparenza: mai due parole russe avevano inciso così profondamente sull’immaginario collettivo. Trenta anni fa, l’11 marzo 1985, Mikhajl Gorbaciov diveniva il nuovo Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. In pochi mesi avrebbe introdotto, in politica interna, un’inedita riforma dell’economia e dell’apparato sociale dell’URSS, innanzitutto con la privatizzazione di molti settori economici statali e attraverso forme di implementazione della libertà di informazione. Ma non solo. Anche la politica estera sarebbe passata attraverso i due nuovi paletti riorganizzativi: una riduzione del controllo militare e politico sui Paesi dell’Est europeo e l’avvio di un negoziato per il disarmo con gli Stati Uniti sarebbero state le principali azioni adottate. Per dirla con un linguaggio entrato oggi in voga, la salita al potere di Gorbaciov “rottamava” l’Unione Sovietica descritta nei libri di scuola, quella dei kolchoz e del sistema economico centralizzato, e conferiva alcune libertà civili e politiche sino ad allora negate. Il ricambio nei vertici di partito, l’adozione di nuovi sistemi di rappresentanza ed elettorali, il moderato liberismo economico, il riconoscimento delle opposizioni interne si accompagnava alla diffusione delle notizie politiche, economiche, culturali tramite i mezzi d’informazione, e alla garanzia ai cittadini della libertà d’espressione, di critica e di denuncia… (segue su Unimondo)

In copertina Gorbaciov e Reagan

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