Inizia con una lettura di brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier): sette casi che vengono intervallati da un intervento a braccio di Emanuele Giordana, curatore del volume e direttore editoriale di atlanteguerre.it. Le letture sono piane, non teatrali ma volutamente “fredde” che addentrano il lettore nella storia di questa o quella frontiera. Subito dopo, o subito prima, Giordana spiega a braccio dettagli, personaggi, ambienti con dei piccoli travestimenti che, con i vari cambi di abito, trasportano lo spettatore anche in un’atmosfera visiva e immaginifica. Sullo sfondo si susseguono delle mappe geografiche che aiutano a capire dove ci si trova geograficamente. Lo scopo è semplicemente quello di rendere la complessità del confine, la sua varietà, la sua crudeltà. Non strumento di difesa, come lo si vorrebbe, ma di offesa. Non ponte ma muro. La prima presentazione della piece è avvenuta a Trani durante “I dialoghi” nel 2018 ma da allora si è evoluta e arricchita.
Nella foto di Marco Corsi la presentazione del Festival: da destra l’assessora Nicolosi, il sindaco Bartolacci, il direttore artistico Romboli e la responsabile organizzativa D’Averi. Di fianco…Forrest Gump co protagonista di un evento che vede come presidente della giuria Robert Lee Zemeckis che ebbe l’Oscar per il film






