Da Istanbul “la voce di una città” ancora viva

E’ sempre una gran bella notizia, una notizia del genere, quando torna a farsi sentire una voce in città, e  il silenzio finisce, e un’altra gente prende la parola, e un’altra lingua risuona nelle bocche, nelle strade, ai microfoni e alle orecchie. Anche se “solo via Internet”, rimane pur sempre una gran bella notizia, quella del “fermento” di una comunità che è ancora viva:  è  tornata ”Iho Tis Polis”, ‘La Voce della Citta”’. La storica radio della comunità greca ha ripreso a parlare a maggio 2012. In greco, dal cuore di Istanbul, 15 milioni di abitanti. Dopo mezzo secolo di silenzio, innescato dalle persecuzioni e dal pogrom del 1955.

La radio, precisa il quotidiano turco Hurriyet, trasmette per ora, per mancanza di mezzi finanziari, solo su internet, attraverso il sito http://radio.ihotispolis.com. Ma l’ambizione del suo rifondatore Andrea Rombopulos è di riunire i capitali necessari per comprare una frequenza e tornare sulle onde.  L’ iniziativa è gia’ un successo. A Istanbul rimangono solo circa 2.500 “romei“, come i “greci stambulioti discendenti degli antichi bizantini” vengono chiamati dai turchi. Prima delle persecuzioni scattate nei primi decenni della repubblica nazionalista fondata da Mustafa Kemal Ataturk nel 1923, erano 300mila. Il pogrom del settembre 1955, provocato da voci, false, su un presunto attentato contro la casa natale di Ataturk a Salonicco, fece 16 morti nella comunita’ greca.

Gli ascoltatori che si sono sintonizzati sulla radio via internet hanno già raggiunto quota 5mila. “Il nostro target e’
la comunità greca, ma abbiamo registrato piu’ di 5mila click” spiega Rombopulos. La radio della Polis (per i greci l’antica
Costantinopolis rimane ‘La Polis’, ‘La Citta” per eccellenza), trasmette innanzitutto musica greca, intervallata da news,
interviste, ospiti in studio. La stragrande maggioranza dei greci di Istanbul, vittima di persecuzioni e discriminazioni, ha
abbandonato la metropoli turca verso la metà del secolo scorso e si è rifugiata in Grecia. “Volevamo tutelare la nostra
lingua e raggiungere soprattutto la comunità greca di Istanbul, ma stiamo diventando la voce dei greci sparsi per il mondo” afferma il fondatore e direttore della radio. Alcuni ascoltatori ex-greci di Istanbul ora emigrati in altri paesi, a volte si lamentano perchè la radio trasmette anche musica hard pop greca. “Dicono che siamo la radio di Istanbul, e che dovremmo trasmettere solo musica di qualità. Noi rispettiamo tutti i punti di vista” dice Rombopulos. “Se raccoglieremo fondi sufficienti inizieremo a trasmettere anche in turco” precisa. “La prima domanda che tutti ci fanno e’ se abbiamo avuto problemi: ma nessuno ci ha messo bastoni fra le ruote”.

fonte: F.C. AnsaMed

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