Crimini di guerra, un appello per lo Yemen

Per lo Yemen, terra martoriata dalla guerra e dove è in corso, a detta dell’Onu “la più grande crisi umanitaria al mondo”, è partito pochi giorni fa un appello.

Sessantadue realtà impegnate nella difesa dei diritti umani in tutto il mondo hanno chiesto alle Nazioni Unite di aprire una inchiesta internazionale sugli abusi di guerra compiuti nello Yemen.

Dal 2015 il Paese è vittima di violenti combattimenti tra i ribelli sciiti houthi, appoggiati dall’Iran, che hanno cercato di allontanare con un colpo di stato il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi e una coalizione a sostegno del presidente Hadi.

L’Arabia Saudita guida questa coalizione di Paesi a maggioranza sunnita. Il presidente però controlla soltanto parte del Sud, Aden e la zona circostante. La parte orientale dello Yemen è in condizioni di anarchia, con intere province sotto il controllo di Al-Qaeda, terzo attore di questa vicenda.

L’appello lanciato dalle associazioni fa riferimento alle violazioni gravi del diritto umanitario internazionale a gli abusi del diritto internazionale compiute da entrambe le parti in conflitto.

“ La coalizione – si legge nell’appello- guidata dall’Arabia Saudita, ha condotto numerosi attacchi aerei illegali, alcuni dei quali possono essere considerati crimini di guerra, che hanno ucciso migliaia di civili e hanno colpito scuole, ospedali, mercati e case. Il gruppo armato Houthi e le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh hanno sparato indistintamente in aree popolate in Yemen e Arabia Saudita meridionale e hanno usato armi esplosive con effetti di vasta portata in città come Taizz e Aden”.

“Le parti del conflitto stanno reclutando e schierando bambini soldato. Entrambe le parti hanno usato armi ampiamente proibite che possono mettere in pericolo i civili molto tempo dopo la fine del conflitto. La coalizione a guida saudita ha utilizzato almeno sette tipi di munizioni a grappolo, e il lato di Houthi-Saleh ha posizionato mine antiuomo in un certo numero di regioni Yemenite”.

La prima commissione d’inchiesta su questi abusi risale al 2015, ma non ha portato a risultati.

La fazione Houthi-Saleh ha rifiutato pubblicamente di collaborare con la commissione nazionale yemenita e con l’UNHCHR. Nel marzo 2017, il vice alto commissario ha espresso preoccupazioni sulla Commissione nazionale, rilevando che non ha “rispettato gli standard riconosciuti a livello internazionale di metodologia e imparzialità”.

Inoltre nel 2016 l’Arabia Saudita ha minacciato di ritirare i fondi dal programma se il segretario generale non avesse rimosso la coalizione dalla sua “lista della vergogna” per le violazioni contro i bambini.

Dal 2015 almeno 5.100 civili sono stati uccisi e almeno 8.719 sono stati feriti nel conflitto armato, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (UNHCHR). Lo Yemen è stato colpito da più attacchi aerei nella prima metà del 2017 che in tutto il 2016: il numero di attacchi aerei nei primi sei mesi del 2017, secondo le Nazioni Unite, mentre 5.676 erano quelli del 2016.

Le condizioni sanitarie del paese sono drammatiche. Lo scorso maggio la guerra ha distrutto il sistema fognario rendendo la situazione igienica ancora più disastrosa.

Inoltre da mesi una epidemia di colera sta colpendo il Paese. Da aprile sono quasi 2mila le persone morte a causa della malattia e si pensa che siano 600mila quelle che verranno contagiate entro la fine dell’anno.

Tags:

Ads

You May Also Like

Il ritorno del militarismo in America Centrale

Con la fine delle dittature e delle esperienze rivoluzionarie, tutta l’area è tornata alla normalità. Una normalità fatta però, ad eccezione del Costa Rica, di corruzione, caudillismo, manipolazione, repressione  e peso crescente degli apparati militari. Un'analisi

di Adalberto Belfiore Il peso delle Forze Armate, con l’eccezione del Costa Rica, torna ...

“Se spacci ti faccio fuori!”

Il presidente filippino Duterte risponde alle critiche dell'Onu minacciando di morte in diretta gli spacciatori. Forte di una legge liberticida appena varata

di Emanuele Giordana “Se distruggi il mio Paese distribuendo 5,1 miliardi di pesos di ...

Usa: anche l’Avana nella “lista nera”

Il Dipartimento di Stato americano  ha classificato Cuba come sponsor ufficiale del terrorismo. Ennesimo colpo di coda dell'Amministrazione Trump